Cronache dall’Inferno #2

Sono giorni neri, come la pece. Non si
riesce a vedere il fondo di questo baratro in qui la bistrattata
natura ci ha gettati. Non sono mai stato una persona ottimista, ma
nei rari momenti in qui mi sono fermato a pensare, in questi giorni,
mi sono ritrovato senza nulla a cui potermi attaccare. Un appiglio
che possa preservarci dalla caduta. In fondo, sempre più in
fondo.

Ma nonostante ciò non riesco a
esprimere agli altri queste mie emozioni, le mie paure. Di fronte a
conoscenti disperati, a sconosciuti che hanno perso nulla, ai miei
cari vecchi compagni, sembro un macigno che resiste a tutto ciò
che gli si infrange contro. Ma sarà veramente così? Non
riesco a capirlo nemmeno io. Non comprendo se quando la situazione
diverrà meno tragica, l’emergenza si spegnerà, io come
essere farò in qualche modo la stessa fine.

Ma non piangiamo. Non c’è tempo.
Il lavoro continua frenetico, nonostante le scosse che ci fanno
ricordare che madre natura ci può annientare in qualsiasi
istante. Abbiamo aiutato tante persone che erano rimaste sole. Solo
negli ultimi giorni la protezione incivile sembra aver coperto con
qualche risultato tutti i campi. Non tutti, diciamo una buona parte.
Ma quanto durerà? C’è però anche una parte di
cittadini che si sono radunati in 10, 20, fuori dai campi, totalmente
dimenticati dalla protezione invile.

Ma questa terra è stata sempre
dura, aspra, ma anche forte, come i suoi abitanti. Nonostante i
pochissimi giorni trascorsi dal disastro la voglia di lottare
continua a crescere. Stanno nascendo i primi comitati locali per non
farsi mettere i piedi sopra durante la ricostruzione, le persone
iniziano a preoccuparsi di quale sarà il loro futuro, di una
città che non può essere una new town. Anche i primi
negozi iniziano a riaprire, dando un po di aria a chi ha avuto la
fortuna di non perdere tutto, come è di oggi la notizia della
riapertura dell’Accademia delle Belle Arti, prima facoltà di
un’università essenziale per la ricostruzione del tessuto
sociale.

Di fronte alla voglia di non
arrendersi, non posso che continuare a lottare, qualunque siano le
conseguenze.